Dieta Chetogenica, ma che cos'è? Oggi sembra una nuova moda

Dieta Chetogenica, ma che cos'è? Oggi sembra una nuova moda

La dieta chetogenica è un regime alimentare a bassissimo contenuto di carboidrati e ad alto contenuto di grassi che costringe l'organismo a entrare in uno stato metabolico chiamato chetosi, in cui usa i grassi come principale fonte di energia al posto del glucosio.
La risorsa seguente offre una panoramica visiva e un approfondimento sui principi di base della dieta chetogenica:
Questo video spiega in dettaglio cos'è la dieta chetogenica e come influisce sul metabolismo energetico:
Come Funziona la Chetosi
  • Riduzione dei carboidrati: L'apporto giornaliero di carboidrati viene drasticamente ridotto (solitamente sotto i 50 grammi al giorno).
  • Produzione di chetoni: Senza zuccheri a sufficienza, il fegato converte i grassi (sia alimentari sia di deposito) in molecole chiamate corpi chetonici.
  • Conversione energetica: I tessuti e il cervello utilizzano i chetoni come combustibile alternativo per le normali funzioni vitali
Ripartizione dei Macronutrienti
In un tipico approccio chetogenico standard, le proporzioni dell'energia giornaliera derivano da:
  • Grassi: Circa il 70-75% delle calorie totali.
  • Proteine: Circa il 20% (mantenendo un livello moderato e normoproteico).
  • Carboidrati: Circa il 5% (limitati a verdure a basso indice glicemico)
Cosa si Mangia
Gli alimenti più comuni in questo schema nutrizionale includono:
  • Fonti di grassi buoni: Olio extravergine d'oliva, avocado, frutta secca e semi.
  • Proteine di qualità: Carne, pesce azzurro, uova e formaggi selezionati.
  • Verdure a basso contenuto di carboidrati: Spinaci, broccoli, zucchine e insalate
Benefici e Precauzioni
Sebbene sia nota per favorire una rapida perdita di peso e la riduzione della massa grassa, la chetogenica nasce in ambito medico (ad esempio per il controllo di alcune forme di epilessia o disturbi metabolici) e può influenzare la sensibilità all'insulina. Trattandosi di una terapia nutrizionale complessa, non va improvvisata ma seguita sotto il controllo di uno specialista per evitare carenze o rischi per la salute
A livello endocrinologico, la dieta chetogenica esercita un impatto profondo e sistematico. Modificando radicalmente i nutrienti introdotti, altera i segnali chimici che regolano il metabolismo, la riproduzione e lo stress
Il panorama ormonale si modifica attraverso dinamiche ben precise:
1. Asse dell'Insulina e del Glucagone (Metabolismo)
  • Crollo dell'Insulina: La drastica riduzione dei carboidrati riduce al minimo la secrezione di insulina da parte del pancreas. Questo sblocca la lipolisi, permettendo alle cellule adipose di rilasciare i grassi stoccati.
  • Impennata del Glucagone: Questo ormone antagonista dell'insulina aumenta per stimolare il fegato a produrre glucosio autonomamente (gluconeogenesi) e a generare i corpi chetonici.
  • Aumento della sensibilità insulinica: Riducendo il carico di lavoro del pancreas, la chetogenica è utilizzata in ambito endocrinologico (come le linee guida della Società Italiana di Endocrinologia confermano) per trattare l'insulino-resistenza e il diabete di tipo 2.
Funzionalità Tiroidea (Adattamento Energetico)
  • Riduzione del T3 attivo: Durante la chetosi si osserva frequentemente una riduzione dei livelli circolanti di T3 (triiodotironina), l'ormone tiroideo metabolicamente più attivo, e un aumento del T3 inverso (rT3).
  • Non è vero ipotiroidismo: Nella maggior parte dei casi, il TSH (l'ormone ipofisario che stimola la tiroide) rimane normale. Non si tratta di una patologia, ma di un adattamento di efficienza energetica: poiché i corpi chetonici sono un carburante molto efficiente, i tessuti richiedono meno stimolazione tiroidea per funzionare
Ormoni Sessuali e Riproduttivi
  • Benefici nella PCOS (Sindrome dell'Ovaio Policistico): L'abbassamento dell'insulina riduce lo stimolo sulle ovaie a produrre androgeni. Gli studi evidenziano una netta riduzione del testosterone libero, una normalizzazione del rapporto LH/FSH e l'aumento della SHBG (la proteina che trasporta e "disattiva" gli ormoni sessuali in eccesso), favorendo il ripristino dell'ovulazione.
  • Rischi di amenorrea nello stress prolungato: Se la dieta è troppo ipocalorica o protratta senza controllo in donne già magre o atlete, la carenza di carboidrati può essere interpretata dall'ipotalamo come uno stato di carestia. Ciò blocca l'asse ipofisi-gonadi, causando irregolarità mestruali o la scomparsa del ciclo (amenorrea ipotalamica)
Ormoni dello Stress e del Saziamento
  • Cortisolo e Catecolamine: Nelle prime fasi, il corpo percepisce la mancanza di glucosio come un fattore di stress, aumentando la produzione di cortisolo, adrenalina e noradrenalina per mobilitare le riserve di grasso. Se la dieta non è ben bilanciata in grassi stabili, l'asse dello stress (HPA) può rimanere iperattivo a lungo termine.
  • Grelina e Leptina (Fame e Sazietà): La chetogenica tende a sopprimere la grelina (l'ormone che stimola l'appetito). Questo è il motivo principale per cui chi si trova in chetosi sperimenta una naturale e forte riduzione del senso di fame

Oltre ai principali assi metabolici, la dieta chetogenica esercita una complessa sintonizzazione fine (fine-tuning) su altri sistemi neuroendocrini meno evidenti, ma cruciali per la crescita corporea, l'omeostasi idrosalina e la longevità

Asse Somatotropo (GH e IGF-1) e Longevità
  • Dissociazione GH / IGF-1: Durante la chetosi si assiste a una singolare dissociazione ormonale. I livelli di GH (Ormone della crescita) tendono ad aumentare a causa dello stimolo indotto dal digiuno calorico o glucidico. Tuttavia, la sintesi del suo principale effettore periferico, l'IGF-1 (Fattore di crescita insulino-simile), crolla fino al 20% a livello epatico.
  • Implicazioni oncologiche e anti-aging: L'IGF-1 è un potente promotore della proliferazione cellulare. Il suo abbassamento (ottenuto senza necessità di digiuno estremo) riduce i segnali anabolici cellulari. Questo effetto è attualmente studiato in endocrinologia oncologica sia per rallentare l'invecchiamento biologico sia per togliere "carburante" proliferativo ad alcune neoplasie sensibili ai fattori di crescita.
Sistema Renina-Angiotensina-Aldosterone (RAAS)
  • Effetto natriuretico del crollo insulinico: L'insulina ha un forte effetto di riassorbimento del sodio a livello dei tubuli renali. Quando l'insulina crolla nelle prime settimane di cheto-adattamento, i reni eliminano rapidamente acqua e sodio.
  • Attivazione compensatoria dell'Aldosterone: Per contrastare questa massiccia perdita idrosalina, l'asse surrenalico attiva il sistema RAAS, registrando un aumento netto dell'aldosterone. Questo spiega perché in chetogenica è fondamentale un corretto apporto di sale e potassio per evitare la cosiddetta "keto-flu" (stanchezza, mal di testa e crampi da squilibrio elettrolitico)
Asse Ipotalamo-Ipofisi-Gonadi (HPG) nell'uomo
  • Ripristino del Testosterone nel maschio metabolico: Se nella donna un deficit calorico estremo in chetosi può bloccare il ciclo, nell'uomo affetto da obesità o sindrome metabolica la chetogenica ha l'effetto opposto. L'obesità converte il testosterone in estrogeni tramite l'enzima aromatasi del grasso viscerale. Riducendo drasticamente il tessuto adiposo e l'infiammazione, la chetogenica ripristina la normale pulsatilità dell'LH e dell'FSH, aumentando significativamente i livelli di testosterone totale e libero
Modulazione delle Incretine e Ormoni Gastrointestinali
    • Glucagon-Like Peptide-1 (GLP-1) e PYY: Contrariamente a quanto accade nelle normali diete ipocaloriche (dove la restrizione di cibo riduce gli ormoni della sazietà aumentando la fame), i corpi chetonici (in particolare il beta-idrossibutirrato) stabilizzano la secrezione di GLP-1 e peptide YY (PYY) anche durante il dimagrimento.
    • Il paradosso della sazietà: Questo blocco endocrino impedisce al cervello di inviare costanti segnali di appetito compulsivo, rendendo l'approccio chetogenico uno dei più tollerabili a livello di compliance gastrica e ipotalamica.

Neuroendocrinologia e Barriera Ematoencefalica
  • Fornitura energetica protettiva: Recenti studi clinici (pubblicati su riviste come Diabetes della American Diabetes Association) dimostrano che l'innalzamento dei corpi chetonici nel sangue funge da scudo endocrino-metabolico per il sistema nervoso centrale. In condizioni di ipoglicemia (ad esempio nei pazienti con Diabete di Tipo 1), i chetoni supportano direttamente il metabolismo cerebrale migliorando le funzioni cognitive e la memoria di lavoro

chi può fare la Chetogenica?
ci sono requisiti?

La dieta chetogenica non è un semplice stile alimentare autogestito, ma una vera e propria terapia medica nutrizionale. Per questa ragione, può essere intrapresa da persone sane (sotto controllo professionale) o da pazienti con specifiche indicazioni cliniche, a patto di superare rigidi requisiti di idoneità ed escludere categoriche controindicazioni.
Le linee guida ufficiali, tra cui il Consensus Statement della Società Italiana di Endocrinologia (SIE) definiscono chiaramente chi può farla e quali criteri occorre soddisfare.
Chi può farla (Indicazioni Cliniche)
La chetogenica (spesso nella sua versione ipocalorica, la VLCKD) è fortemente indicata per:
  • Obesità e forte sovrappeso: Specialmente se associati a rischi cardiovascolari o resistenti alle diete tradizionali.
  • Disordini metabolici: Insulino-resistenza, diabete di tipo 2 e sindrome metabolica.
  • Patologie ginecologiche: Sindrome dell'Ovaio Policistico (PCOS).
  • Patologie neurologiche: Epilessia farmaco-resistente, emicrania cronica e patologie neurodegenerative.
  • Preparazione chirurgica: Per ridurre rapidamente il grasso viscerale e il volume del fegato prima di interventi di chirurgia bariatrica o grandi interventi ortopedici.
Chi NON può farla (Controindicazioni Assolute)
Ci sono condizioni in cui la chetosi rappresenta un grave pericolo per la salute:
  • Diabete di tipo 1: Rischio immediato di chetoacidosi diabetica (una complicanza potenzialmente letale).
  • Insufficienza d'organo: Insufficienza renale grave, epatica (fegato) o cardiaca, poiché questi organi gestiscono il sovraccarico di lavoro metabolico della dieta.
  • Gravidanza e allattamento: Il feto e il neonato richiedono un apporto costante di glucosio; la chetosi altera lo sviluppo fetale.
  • Disturbi del comportamento alimentare (DCA): L'estrema restrizione dei carboidrati può esacerbare o slatentizzare anoressia o bulimia.
  • Rari difetti genetici: Deficit di enzimi coinvolti nel trasporto o nella β-ossidazione degli acidi grassi (es. deficit di carnitina)
I Requisiti Obbligatori per Iniziare
Per poter avviare il protocollo in sicurezza non basta "deciderlo", servono tre passaggi clinici fondamentali:
1. Prescrizione e Monitoraggio Specialistico
La dieta deve essere formulata e monitorata da un medico (endocrinologo, dietologo) o da un biologo nutrizionista/dietista esperto nel protocollo. L'autogestione è fortemente sconsigliata.
2. Screening Ematico Completo (Esami del Sangue)
Prima di iniziare è obbligatorio verificare la funzionalità degli organi emuntori e il profilo lipidico. Gli esami minimi richiesti includono:
    • Funzionalità renale: Azotemia, creatinina, filtrato glomerulare (eGFR), esame delle urine ed elettroliti (sodio, potassio).
    • Funzionalità epatica: Transaminasi (ALT, AST), gamma-GT, bilirubina.
    • Profilo lipidico: Colesterolo totale, HDL, LDL, trigliceridi (per escludere ipercolesterolemie severe non trattate).
    • Assetto glucidico: Glicemia a digiuno, emoglobina glicata (HbA1c) ed eventualmente insulina.
    • Funzionalità tiroidea e ormonale: TSH, per escludere scompensi tiroidei in atto.

3. Valutazione della Composizione Corporea
Viene solitamente eseguita una Bioimpedenziometria (BIA) per calcolare con precisione lo stato di idratazione iniziale, la massa grassa e la massa magra. Questo serve a monitorare che il dimagrimento colpisca il tessuto adiposo preservando i muscoli.

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pasquale.clarizio

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